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Accolta la tesi difensiva degli Avvocati Francesco Bochicchio e Lorenzo Del Giudice dello Studio Legale Bochicchio&Partners.

La Corte d’Appello di Brescia con Sentenza n. 1729 del 5 dicembre 2019 ha annullato la delibera sanzionatoria della Consob per “abuso di informazioni privilegiate” fondata su una sequela di presunzioni ed argomenti logico deduttivi.

Accolta la tesi difensiva degli Avvocati Francesco Bochicchio e Lorenzo Del Giudice dello Studio Legale Bochicchio & Partners per cui anche in tema di abuso di informazioni privilegiate non è possibile fondare la prova dell’illecito su una sequela di presunzioni (praesumptio de praesumpto)  in quanto  “il procedimento per la dimostrazione come vero di un fatto altrimenti <<ignorato>> deve infatti ex art.2727 cc muovere dalla considerazione di altro fatto che si caratterizzi per essere <<noto>>, tale essendo soltanto, per necessità logica, un evento pacifico ovvero confermato da prova storica”.

La Corte d’Appello di Brescia ha pertanto annullato la delibera con cui la Consob aveva irrogato una sanzione amministrativa pecuniaria per complessivi €. 250.000,00, una sanzione amministrativa interdittiva di dieci mesi ex art. 187-quater Tuf ed aveva disposto la confisca dei beni ex art. 187-sexies Tuf.

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Le Sezioni Unite della Cassazione con Sentenza n. 28314/2019 si pronunciano sulle c.d. ‘nullità selettive’: l’intermediario può sempre opporre l’eccezione di buona fede per limitare le pretese della clientela che abusa dell’istituto posto a sua tutela.“La nullità per difetto di forma scritta, contenuta nell’art. 23, comma 3, del d.lgs n. 58 del 1998, può essere fatta valere esclusivamente dall’investitore con la conseguenza che gli effetti processuali e sostanziali dell’accertamento operano soltanto a suo vantaggio. L’intermediario, tuttavia, ove la domanda sia diretta a colpire soltanto alcuni ordini di acquisto, può opporre l’eccezione di buona fede, se la selezione della nullità determini un ingiustificato sacrificio economico a suo danno, alla luce della complessiva esecuzione degli ordini, conseguiti alla conclusione del contratto quadro”.

Con Sentenza del 10 maggio 2019 n. 12544 la Corte di Cassazione, sezione lavoro, ha affermato che in tema di rapporto di agenzia deve escludersi che l’omessa contestazione degli estratti conto provvigionali comporti una approvazione tacita di modifiche unilaterali apportate, con riguardo a condizioni economiche per alcuni specifici affari, dal preponente e, di conseguenza, una rinuncia dell’agente a maggiori compensi provvigionali, posto che la rinuncia tacita ad un diritto può desumersi soltanto da un comportamento concludente del titolare che riveli in modo univoco la sua effettiva e definitiva volontà abdicativa.

La Consulenza Totale nell’ordinamento finanziario”, Intervento dell’Avv. Francesco Bochicchio, Membro del Comitato Scientifico di EFPA Italia, all’EFPA ITALIA MEETING 2019.

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Truffa dei diamanti e tutela dell’investitore:
intervista al Prof Avv. Francesco Bochicchio su Class CNBC

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